Indimenticabile sitcom degli anni Settanta, ideata dalle menti brillanti di Don Nicholl, Michael Ross e Bernie West, Tre cuori in affitto debutta sui teleschermi statunitensi il 15 marzo 1977, riscuotendo subito un enorme successo di pubblico e critica.
Prodotto dal noto network ABC, il telefilm prosegue per ben otto fortunate stagioni, fino al 18 settembre 1984, quando Tre cuori in affitto si congeda definitivamente dai suoi fan.
Remake della celebre serie TV britannica Un uomo in casa – Man about the House, Tre cuori in affitto racconta le esilaranti avventure di Jack, che divide appartamento e affitto con due avvenenti ragazze: Janet la mora e Chrissy, l’angelo biondo.
La situazione, già di per sé piuttosto esplosiva e un tantino ambigua, rischia di precipitare quando il nostro coinquilino si finge omosessuale con Stanley, il proprietario della casa, per evitare che l’uomo lo cacci via perché non tollera la convivenza mista.
Una trovata piuttosto astuta, che sarà spesso causa di un’infinità di equivoci e situazioni ridicole, ma che tuttavia non impedisce a Jack di adoperarsi in una corte spietata alle due ragazze, nonostante le continue illazioni di Stanley e gli occhi dolci di sua moglie Helen, da sempre infatuata di Jack.
Nel 1979, Helen e Stanley Roper hanno lasciato il cast per dar vita allo spin-off I Roper – The Ropers. Dopo la chiusura di Tre cuori in affitto, il personaggio di Jack Tripper si è avventurato in un nuovo serial, intitolato Tre per tre – Three’s Crowd.
Ironico, irresistibile e a tratti paradossale, Tre cuori in affitto deve la sua lunga e imperitura fama al geniale equilibrio tra sottile umorismo, commedia degli errori e attenzione ai cambiamenti sociali di quegli anni, fino a offrire ai telespettatori un prodotto tutt’altro che superficiale, ma spesso improntato alla riflessione su come gli usi e i costumi degli anni Settanta abbiano finito per influenzare e modificare la vita quotidiana.